#twitterPA: quante sono e cosa fanno le PA italiane su Twitter? ecco il rapporto 2012
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I Rapporti precedenti sono scaricabili qui
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la mappa di #twitterPA 2012
mappa di #twitterPA 2012
Presentazione rapporto presso @nexacenter 28Nov
[i rapporti precedenti sono qui, i dati sono aggiornati all’11 Nov 2012] -
Twitter should look to Weibo for inspiration for what can be done. It’s like a mashup of Tumblr, Zynga, Facebook, and Twitter. It’s very picture-based, whereas Twitter is still very text-based. In Weibo, the pictures are right under each post, so you don’t have to make http://www.fastcompany.com/1842561/studying-social-media-in-china?partner=rssan extra click to view them. And […] people are very subversive in hiding messages in pictures. These pictures are sometimes very different than what people are texting, or will often say a lot more than the actual text itself.
— What Twitter can learn from Weibo: interview with digital ethnographer Tricia Wang:
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Ieri sono accadute due cose interessanti. La prima e’ che l’informazione dei cittadini e’ stata convogliata anche nell’hashtag ‘#terremotoserv’, un flusso di discussione piu’ di servizio che emotivo.
L’altra e’ che anche istituzioni non preposte, come la Rete civica di Bologna o Turismo Emilia Romagna, hanno diffuso informazioni utili in assenza di un account ufficiale della Protezione Civile— RaiNews24.it, intervista @vincos
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#TwitterPA: Quanti sono e cosa fanno gli enti locali italiani su Twitter?
Quanti sono gli enti locali su Twitter? E come lo impiegano concretamente?
Sono queste le domande che presiedono alla stesura di #TwitterPA, la survey avviata a fine 2010 [rilasci precedenti qui e qui] con l’obiettivo di offrire dati empirici al dibattito sulla modernizzazione social di Comuni, Province e Regioni italiane- non di rado alimentato da giudizi affrettati e miopi.Riporto di seguito l’Executive Summary e la mappa aggiornata delle antenne. Il testo completo del Rapporto, invece, è disponibile a questo indirizzo.
Le antenne riconducibili ad enti locali e ministeri sono in tutto 160, rappresentando una porzione estremamente piccola [>0,01%] del totale italiano.
* In termini assoluti, a far la parte del leone sono i 132 account appartenenti ad amministrazioni comunali [82,5% del totale], seguite da Province [11,25%] e Regioni [5%]. I Ministeri contano per l’1,25%
* E’ però il livello regionale quello che fa registrare la più elevata intensità di presenze: sono 7 su 20 [35% del totale] le Regioni dotate di un account, con una percentuale che scende al 16,3% per le Province, all’8,6% per i Ministeri e all’1,6% per i Comuni
Il numero di account pubblici continua ad aumentare. Ma la traiettoria di crescita rimane costante nel tempo, non facendo registrare picchi positivi come accade invece per individui ed imprese
* Il primo balzo quantitativo è arrivato nel 2009, quando si sono iscritti al servizio 51 nuovi enti [erano 6 al 31 Dicembre 2008]. Nel 2010 la crescita è continuata, con l’apertura di 63 antenne, mentre i profili creati nel 2011 sono stati finora 40 [25% del totale].
* Rimini è stato il primo ente ad aprire un account Twitter. Eravamo a Novembre del 2007.
L’uso di Twitter è più diffuso nel Nord Italia….
* Il Nord Italia conta su un numero complessivo di 89 antenne [55,6% del totale].
* Sono ubicate a Nord le quattro regioni che ospitano il maggior numero di presidi Twitter: si tratta di Piemonte, Veneto, Emilia- Romagna e Lombardia.
…Ma Centro, Sud e Isole mostrano anch’essi buoni segni di vitalità
* Quasi un quarto dei profili rilevati [38] sono riconducibili ad enti locali del Mezzogiorno, mentre sono 33 gli account presenti nelle 5 regioni del Centro Italia.
* Regioni come Puglia [12 antenne], Sardegna [11] e Toscana [12] mostrano una densità di presidi ben superiore alla media nazionale.
* La Sardegna, in particolare, è la regione con il più elevato tasso di antenne in rapporto alla popolazione [un account ogni 151000 abitanti circa].
I distretti cinguettanti sono una realtà
* Intorno ai centri più dinamici tendono a formarsi dei “distretti cinguettanti”. Accade in Piemonte, dove il traino di Regione Piemonte e Comune capoluogo ha portato ad un addensamento di 19 antenne, Veneto [19 antenne], Emilia- Romagna [16], Sardegna [11]
La maggioranza delle antenne fa capo a entità territoriali di dimensioni circoscritte, mentre diverse grandi città mancano all’appello
* 100 dei 160 account censiti [62,5%] appartengono a Comuni non-capoluogo di provincia.
* Per converso, solo 11 delle 20 città capoluogo di regione hanno aperto un proprio presidio su Twitter. All’appello mancano metropoli come Roma, Bari, Palermo e nei fatti la stessa Firenze [presente soltanto con un account non ufficiale]
Le antenne pubbliche mostrano complessivamente una comprensione limitata della sintassi e delle potenzialità del mezzo
* 124 degli account scrutinati [80% del totale] utilizza Twitter esclusivamente come canale broadcast, senza valorizzare alcuna delle funzionalità di dialogo e condivisione offerte dal sistema. Ad ulteriore conferma della loro scarsa propensione al dialogo, il 20% delle antenne non “segue” [c.d. following] alcun account esterno
* Due dei profili censiti mantengono addirittura “privati” i propri tweet, consentendo quindi la fruizione dell’informazione pubblica solo previa autorizzazione dell’ente
Sono numerosi gli account aperti e subito dopo abbandonati dalle amministrazioni. Ed anche là dove gli aggiornamenti continuano, la loro frequenza è mediamente bassa
* Oltre la metà delle antenne rilevate [91 su 160, 56,9% del campione] viene aggiornata con cadenza saltuaria o nulla. Particolarmente incidente la realtà degli account c.d. “dormienti”, quelli cioè che non hanno fatto registrare alcun update nei 30 giorni precedenti la rilevazione. Sono riconducibili a tale categoria 58 antenne, pari al 36,3% del totale.
* Gli account dormienti si concentrano in particolare nelle realtà comunali [50 occorrenze] e regionali [3 occorrenze]. Nessuna antenna di questo genere, invece, tra le Province
* All’altro estremo del continuum stanno i 24 profili [15% del totale] aggiornati con cadenza quotidiana. Se ne incontrano a tutti i livelli amministrativi e dimensionali, dai ministeri ai piccoli Comuni.
Twitter viene usato prevalentemente come “continuazione” dello sportello fisico
* Gli impieghi prevalenti riguardano la segnalazione di eventi [rilevata in 111 antenne] e il rilancio di informazioni di pubblica utilità [59% dei casi, pari a 94 occorrenze]. Tale evidenza risulta valida per tutti i livelli amministrativi esaminati.
* Tra le modalità d’uso più innovative si segnalano il rilancio di materiali multimediali [praticato in 45 realtà] e la realizzazione di attività di crowdsourcing [6 occorrenze]. Tali attività sperimentali sono concentrate in massima parte nelle antenne comunali.
* Nel 7,5% [12 su 160] dei casi gli spazi pubblici su Twitter sono stati aperti ma non sono ancora stati “popolati” con alcun contenuto
Fanno la loro comparsa i primi “account fantasma”
* 9 delle antenne scrutinate fanno uso di nomi e simboli apparentemente riconducibili alle amministrazioni, ma resta incerta la loro reale paternità.
* Alcune di queste occorrenze configurano cybersquatting vero e proprio, mentre in altri casi l’occupazione degli account viene realizzata a scopo preventivo da cittadini in buona fede, che “bloccano” gli spazi per poterli rendere disponibili per l’amministrazione in caso di sbarco su Twitter.
Vai al testo integrale del report
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Will the eGovernment Revolution be tweeted?
What kind of presence have Italian public bodies created on Twitter? What’s the number of official accounts put in place by municipalities, regions, counties in Il Belpaese, and how are they actually being used?
This survey is aimed at answering the aforementioned questions. Thus, I hereafter share a Google map and a few preliminary findings.
The research data have been collected through direct online observation [last update: March 3rd 2011] and they are available [in Italian] at: http://goo.gl/2V5QX
View Gli enti locali su Twitter: Marzo 2011/Local Public Bodies on Twitter in a larger mapPreliminary findings
- 96 public antennas in the Italian Twittersphere. 75 of them belong to municipalities, 14 to counties [Italian: “province”], 7 to Regions.
- Most antennas are run according to the old broadcast mode, with the public node “airing” but not listening and/or dialoguing with the rest of the Twittersphere [i.e.: 19 of the surveyed accounts score 0 as to “Following” other entities; only 10 antennas make use of the “@” function to answer questions and dialogue with citizens; crowdsourcing practices are experimented by 2 antennas only]
- Antennas are unevenly distributed across the country. Sometimes, “twitting districts” form around the most active nodes (such as Bologna, Turin, Venice), with smaller entities following the example of the larger ones
- Update frequency is low, in average. None but a few of the surveyed accounts are updated on a regular basis [1 or more tweets per day];
- The accounts belonging to big entities (regions, big municipalities) are updated more regularly and display, in average, a better understanding of the synthax and potential of the medium [although a few and notable exceptions exist among the smaller entities, such as the municipalities of San Benigno Canavese and Capoliveri];
- 7 new antennas [5 belonging to municipalities, 2 to counties] have been created since November 2010, when the previos version of the survey had been published;
- In comparison to the previous survey, the number of accounts that are “sleeping” [meaning that they are set up but not functioning] has increased;
- The most followed account is @twitorino [Turin Municipality] which is followed by almost 9000 between citizens and other entities
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The present report is part of a series whose title is “Local Public Bodies on Twitter”. The series was started in November 2010 [November 2010 release available here: goo.gl/R4Tnu (in Italian only)] -
La rivoluzione amministrativa sarà twittata?
La domanda è la stessa del rapporto precedente [http://goo.gl/KMidx]. E suona grossomodo così: qual è il rapporto degli enti locali italiani con Twitter? Quanti sono sulla più popolare piattaforma di microblogging, e come la usano?
Di seguito rendo la mappa Google della situazione corrente [est 3 Marzo 2011] e alcune osservazioni preliminari in proposito. I dati analitici che informano la ricerca sono consultabili presso: [http://goo.gl/2V5QX]
View Gli enti locali su Twitter: Marzo 2011 in a larger map***Osservazioni preliminari - Ad oggi sono presenti su Twitter 96 antenne in totale: 7 regioni, 14 province, 75 comuni - La modalità d’uso prevalente del canale resta quella broadcast [sono 18 le antenne comunali che non seguono nessuno, 1 quella regionale che non segue nessuno. le funzioni di dialogo sono usate da un numero limitatissimo di enti]; - Il tasso di aggiornamento medio è basso. sono poche le antenne in grado di garantire una presenza continuativa ed affidabile nel tempo; - rispetto alla rilevazione precedente (Nov10) comparse 7 nuove antenne (5 comuni, 2 province); - aumenta il numero di canali dormienti [quattro le ipotesi: canale percepito come scarsamente utile. venuto a mancare il singolo motore, venuti a mancare i fondi, stagionalità] - Gli enti più grandi confermano la propria maggiore facilità a mantenere viva la presenza nel tempo. i piccoli inseguono a fatica, con alcune notevoli eccezioni come San Benigno Canavese o Capoliveri [che non hanno nulla da invidiare ai big né in termini di intensità della presenza, né in termini di qualità del palinsesto] - Esiste polarizzazione geografica intorno alle antenne principali (Torino, Bologna, Venezia), oltre ad una certa sperequazione tra nord e sud del paese - in alcuni casi si dà anche un “effetto contagio” anche tra i diversi livelli amministrativi [dove comune anche provincia o regione, e viceversa] - il “record” di follower appartiene al Comune di Torino, che al 3 marzo conta poco meno di 9k follower
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Ma gli enti locali cinguettano veramente? [draft]
Con Turismo Emilia Romagna facciamo uscire periodicamente una miniguida relativa all’uso di twitter da parte di enti locali e aziende di promozione turistica [qui la lista twitter dedicata].
Il lavoro è utilissimo e offre un mucchio di spunti. E allora, visto che in questi giorni sto preparando il draft relativo alla terza edizione [la precedente la trovate qui] mi è sembrato utile condividere i materiali di lavoro [gdoc aperto qui] e le prime evidenze, del tutto espressionistiche, risultanti dall’analisi. Le presento qui di seguito, in forma di semilavorato schematico, per nutrire l’elaborazione e la discussione successive.
In estrema sintesi, dall’analisi degli account twitter degli enti locali (comuni, province, regioni) risulta che:
- il numero di amministrazioni presenti su twitter cresce a ritmo sostenuto, specialmente a livello di comuni;
- a livello di creazione della presenza digitale, le piccole realtà mostrano una vivacità paragonabile a quella dei comuni più grandi. la differenza permane invece a livello di presidio editoriale: da questo punto di vista, infatti, le amministrazioni più grandi sono generalmente meglio organizzate, e quindi più capaci di offrire continuità di pubblicazione;
- la sintassi più ricorrente per gli account è del tipo <comune(di)xyz>; più rara la forma <nomecomune>
- la frequenza di aggiornamento è ancora saltuaria
- la modalità di comunicazione prevalente è quella unidirezionale classica. tale evidenza è suffragata da due ordini di dati: lo scarso impiego delle funzioni di dialogo (retweet e risposte) e soprattutto la sperequazione tra numero di followers e numero di following (ci sono comuni e regioni, anche grandi, che seguono una manciata di account)
- (in particolare) alcuni usano il retweet, quasi nessuno i cancelletti
- diversi account usano twitter in maniera esclusiva per rilanciare i propri contenuti facebook
- anche quando scrivono poco (o per nulla) gli account di comuni e altri enti sembrano incontrare forte interesse da parte del pubblico. non è infrequente trovare account che hanno twittato poco o nulla, e che hanno nondimeno decine (per i comuni più grandi centinaia) di followers
- sono relativamente numerosi gli account “dormienti”, cioè aperti e poi lasciati a giacere senza ulteriore aggiornamento
