di impiego dei social in azienda si parla ormai da un buon pezzetto. e molto spesso se ne parla con toni assoluti ed indiscutibili- un giorno calamità, il giorno successivo panacea di ogni male- buoni per i titoli di giornale ma meno per l’analisi.
poi certo se provi a chiedere a chi dentro le aziende ci lavora- e ti metti a studiare sul serio- scopri che anche stavolta la realtà è un po’ più complicata di così, e che le sperimentazioni si scontrano come sempre con diffidenze, sciatterie resistenze varie ed eventuali.
lenti con troppo juicio allora? non sempre e non dappertutto. perché là dove il mondo gira più veloce, racconta il FT, la l’inserimento in organico dei ventenni e le esigenze collaborazione in remoto stanno modificando il quadro con rapidità molto maggiore. se sei una società di consulenza indiana- magari titolare di diversi contratti in outsourcing con consociate occidentali- la disponibilità di uno spazio digitale dove condividere in tempo reale documenti, problemi o semplici idee diventa fondamentale. e se poi i partecipanti al progetto sono venuti su a pane burro e social network- com’è per i cosiddetti millennials che entrano adesso in ufficio- il passaggio diventa ancor più naturale. che il vero artificio sarebbe proibire loro gli strumenti di collaborazione.

guardate dalle nostre sonnacchiose latitudini, tali evidenze si portano dietro almeno un paio di considerazioni. la prima relativa ai presunti pericoli dei social in termini di perdita di produttività: là dove l’attività organizzativa è ancorata al raggiungimento di risultati di team concreti e misurabili- un prodotto da mettere a punto, un deliverable da approntare, una campagna da lanciare- i timori di cui sopra perdono semplicemente di senso, dal momento che l’unico indice rilevante è il raggiungimento dell’obiettivo.
la seconda, più amara, ha invece a che vedere con l’attrattività del nostro paese rispetto ad eventuali investimenti esteri. che se ancora non bastassero l’influenza della malavita sulla vita pubblica, l’incompetenza di chi ci governa e la lentezza dell’apparato giudiziario, la sordità rispetto ai nuovi scenari digitali potrebbe toglierci ancora qualche punto.
PS: l’infografica è di @rosefirerising, distribuita con licenza CC