1. pezzetti di giurisdizione [nuovi] per la PA digitale

    Cosa accade quando un’istituzione pubblica- tiene una presenza stabile negli spazi sociali online? Sì, lo so che la domanda vale un miliardo di dollari, e so anche che dischiude una quantità di aspetti già dibattuti in modo più o meno ampio: il raccorciarsi delle distanze tra ufficio e cittadini, le nuove possibilità di espressione propria e le altre legate alla “liberazione” e riuso dei dati pubblici; ma anche la diffidenza e/o la difficoltà “culturali” di adattamento e la necessità di ripensare secondo una logica paritaria la relazione col “pubblico”.

    Ma la storia che volevo raccontare era un’altra. La sto imparando lungo la traiettoria di #adottaunaparola ed ha a che vedere con le possibilità di azione date online all’amministrazione al punto di incrocio tra dialogo con la community e creazione di valore pubblico. vediamo se riesco a spiegarmi.

    Tra l’istituzione che sta online giorno dopo giorno e la sua comunità si crea un rapporto fiduciario. Le persone confidano nella sincerità e nel “dar conto di sé” dell’amministrazione, e le attribuiscono in cambio credibilità e (persino) la disponibilità ad impiegare per essa parte del proprio tempo. Questa, che è già di per sé una bomba per le nostre bistrattate PA, assume una valenza ancor maggiore nel momento in cui l’istituzione riesce a governare le energie della comunità e indirizzarle verso spazi, servizi, finalità pubbliche. O, per dirla con altre parole, quando le attività di crowdsourcing vanno ad arricchire i commons digitali.

    #adottaunaparola è un primo esempio di questo. il censimento prima, e poi le adozioni dei lemmi, costituiscono un arricchimento dello spazio digitale pubblico che non sarebbe stato possibile senza le energie e le indicazioni distribuite della comunità e lo sforzo di governo delle stesse da parte dello Staff. 

    Ma, appunto, AUP è solo un esempio. E a rilevare qui non è tanto la replicabilità della sua formula, quanto il fatto che evidenzia l’esistenza di uno spazio di azione emergente- un nuovo pezzetto di giurisdizione- per l’istituzione nell’ambiente digitale. L’organizzazione pubblica che abita gli spazi online in modo consapevole [leggi: conosce i luoghi, si rapporta in modo corretto con la sua comunità, sa riconoscere e valorizzare i commons] ha la possibilità di esercitare qui una dimensione nuova [e non prima visibile] della propria giurisdizione, coinvolgendo attivamente i cittadini e migliorando la qualità dell’ambiente pubblico per tutti

    [foto di @AlphachimpStudio, distribuita con licenza CC, originale qui]