#twitterPA: quante sono e cosa fanno le PA italiane su Twitter? ecco il rapporto 2012
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I Rapporti precedenti sono scaricabili qui
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#TwitterPA Facts. Sono 37 i nuovi account Twitter fin qui creati da PA italiane nel 2012: 33 appartengono a Comuni, 1 a Regioni e 3 a PA centrali. centrali [preview dal Rapporto TwitterPA 2012, in uscita a Novembre 2012. I Rapporti precedenti sono disponibili qui]
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pezzetti di giurisdizione [nuovi] per la PA digitale
Cosa accade quando un’istituzione pubblica- tiene una presenza stabile negli spazi sociali online? Sì, lo so che la domanda vale un miliardo di dollari, e so anche che dischiude una quantità di aspetti già dibattuti in modo più o meno ampio: il raccorciarsi delle distanze tra ufficio e cittadini, le nuove possibilità di espressione propria e le altre legate alla “liberazione” e riuso dei dati pubblici; ma anche la diffidenza e/o la difficoltà “culturali” di adattamento e la necessità di ripensare secondo una logica paritaria la relazione col “pubblico”.Ma la storia che volevo raccontare era un’altra. La sto imparando lungo la traiettoria di #adottaunaparola ed ha a che vedere con le possibilità di azione date online all’amministrazione al punto di incrocio tra dialogo con la community e creazione di valore pubblico. vediamo se riesco a spiegarmi.
Tra l’istituzione che sta online giorno dopo giorno e la sua comunità si crea un rapporto fiduciario. Le persone confidano nella sincerità e nel “dar conto di sé” dell’amministrazione, e le attribuiscono in cambio credibilità e (persino) la disponibilità ad impiegare per essa parte del proprio tempo. Questa, che è già di per sé una bomba per le nostre bistrattate PA, assume una valenza ancor maggiore nel momento in cui l’istituzione riesce a governare le energie della comunità e indirizzarle verso spazi, servizi, finalità pubbliche. O, per dirla con altre parole, quando le attività di crowdsourcing vanno ad arricchire i commons digitali.
#adottaunaparola è un primo esempio di questo. il censimento prima, e poi le adozioni dei lemmi, costituiscono un arricchimento dello spazio digitale pubblico che non sarebbe stato possibile senza le energie e le indicazioni distribuite della comunità e lo sforzo di governo delle stesse da parte dello Staff.
Ma, appunto, AUP è solo un esempio. E a rilevare qui non è tanto la replicabilità della sua formula, quanto il fatto che evidenzia l’esistenza di uno spazio di azione emergente- un nuovo pezzetto di giurisdizione- per l’istituzione nell’ambiente digitale. L’organizzazione pubblica che abita gli spazi online in modo consapevole [leggi: conosce i luoghi, si rapporta in modo corretto con la sua comunità, sa riconoscere e valorizzare i commons] ha la possibilità di esercitare qui una dimensione nuova [e non prima visibile] della propria giurisdizione, coinvolgendo attivamente i cittadini e migliorando la qualità dell’ambiente pubblico per tutti.
[foto di @AlphachimpStudio, distribuita con licenza CC, originale qui]
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Will the eGovernment Revolution be tweeted?
What kind of presence have Italian public bodies created on Twitter? What’s the number of official accounts put in place by municipalities, regions, counties in Il Belpaese, and how are they actually being used?
This survey is aimed at answering the aforementioned questions. Thus, I hereafter share a Google map and a few preliminary findings.
The research data have been collected through direct online observation [last update: March 3rd 2011] and they are available [in Italian] at: http://goo.gl/2V5QX
View Gli enti locali su Twitter: Marzo 2011/Local Public Bodies on Twitter in a larger mapPreliminary findings
- 96 public antennas in the Italian Twittersphere. 75 of them belong to municipalities, 14 to counties [Italian: “province”], 7 to Regions.
- Most antennas are run according to the old broadcast mode, with the public node “airing” but not listening and/or dialoguing with the rest of the Twittersphere [i.e.: 19 of the surveyed accounts score 0 as to “Following” other entities; only 10 antennas make use of the “@” function to answer questions and dialogue with citizens; crowdsourcing practices are experimented by 2 antennas only]
- Antennas are unevenly distributed across the country. Sometimes, “twitting districts” form around the most active nodes (such as Bologna, Turin, Venice), with smaller entities following the example of the larger ones
- Update frequency is low, in average. None but a few of the surveyed accounts are updated on a regular basis [1 or more tweets per day];
- The accounts belonging to big entities (regions, big municipalities) are updated more regularly and display, in average, a better understanding of the synthax and potential of the medium [although a few and notable exceptions exist among the smaller entities, such as the municipalities of San Benigno Canavese and Capoliveri];
- 7 new antennas [5 belonging to municipalities, 2 to counties] have been created since November 2010, when the previos version of the survey had been published;
- In comparison to the previous survey, the number of accounts that are “sleeping” [meaning that they are set up but not functioning] has increased;
- The most followed account is @twitorino [Turin Municipality] which is followed by almost 9000 between citizens and other entities
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The present report is part of a series whose title is “Local Public Bodies on Twitter”. The series was started in November 2010 [November 2010 release available here: goo.gl/R4Tnu (in Italian only)] -
TER: prove tecniche di crowdsourcing pubblico
Tutti dicon crowdsourcing I love you. Anche nel pubblico. Ma poi due casi su tre il crowdsourcing si arena al primo scoglio, o diventa occasione di pastura per qualche Von Clausewitz dei social media venuto da lontano [e tosto ripartito]. A TER abbiam provato a fare una cosa un po’ diversa. E la raccontiamo in questa intervista a eGov. #adottaunaparola, a quel punto, era solo una conseguenza naturale =)
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La rivoluzione amministrativa sarà twittata?
La domanda è la stessa del rapporto precedente [http://goo.gl/KMidx]. E suona grossomodo così: qual è il rapporto degli enti locali italiani con Twitter? Quanti sono sulla più popolare piattaforma di microblogging, e come la usano?
Di seguito rendo la mappa Google della situazione corrente [est 3 Marzo 2011] e alcune osservazioni preliminari in proposito. I dati analitici che informano la ricerca sono consultabili presso: [http://goo.gl/2V5QX]
View Gli enti locali su Twitter: Marzo 2011 in a larger map***Osservazioni preliminari - Ad oggi sono presenti su Twitter 96 antenne in totale: 7 regioni, 14 province, 75 comuni - La modalità d’uso prevalente del canale resta quella broadcast [sono 18 le antenne comunali che non seguono nessuno, 1 quella regionale che non segue nessuno. le funzioni di dialogo sono usate da un numero limitatissimo di enti]; - Il tasso di aggiornamento medio è basso. sono poche le antenne in grado di garantire una presenza continuativa ed affidabile nel tempo; - rispetto alla rilevazione precedente (Nov10) comparse 7 nuove antenne (5 comuni, 2 province); - aumenta il numero di canali dormienti [quattro le ipotesi: canale percepito come scarsamente utile. venuto a mancare il singolo motore, venuti a mancare i fondi, stagionalità] - Gli enti più grandi confermano la propria maggiore facilità a mantenere viva la presenza nel tempo. i piccoli inseguono a fatica, con alcune notevoli eccezioni come San Benigno Canavese o Capoliveri [che non hanno nulla da invidiare ai big né in termini di intensità della presenza, né in termini di qualità del palinsesto] - Esiste polarizzazione geografica intorno alle antenne principali (Torino, Bologna, Venezia), oltre ad una certa sperequazione tra nord e sud del paese - in alcuni casi si dà anche un “effetto contagio” anche tra i diversi livelli amministrativi [dove comune anche provincia o regione, e viceversa] - il “record” di follower appartiene al Comune di Torino, che al 3 marzo conta poco meno di 9k follower
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Ma gli enti locali cinguettano veramente? [draft]
Con Turismo Emilia Romagna facciamo uscire periodicamente una miniguida relativa all’uso di twitter da parte di enti locali e aziende di promozione turistica [qui la lista twitter dedicata].
Il lavoro è utilissimo e offre un mucchio di spunti. E allora, visto che in questi giorni sto preparando il draft relativo alla terza edizione [la precedente la trovate qui] mi è sembrato utile condividere i materiali di lavoro [gdoc aperto qui] e le prime evidenze, del tutto espressionistiche, risultanti dall’analisi. Le presento qui di seguito, in forma di semilavorato schematico, per nutrire l’elaborazione e la discussione successive.
In estrema sintesi, dall’analisi degli account twitter degli enti locali (comuni, province, regioni) risulta che:
- il numero di amministrazioni presenti su twitter cresce a ritmo sostenuto, specialmente a livello di comuni;
- a livello di creazione della presenza digitale, le piccole realtà mostrano una vivacità paragonabile a quella dei comuni più grandi. la differenza permane invece a livello di presidio editoriale: da questo punto di vista, infatti, le amministrazioni più grandi sono generalmente meglio organizzate, e quindi più capaci di offrire continuità di pubblicazione;
- la sintassi più ricorrente per gli account è del tipo <comune(di)xyz>; più rara la forma <nomecomune>
- la frequenza di aggiornamento è ancora saltuaria
- la modalità di comunicazione prevalente è quella unidirezionale classica. tale evidenza è suffragata da due ordini di dati: lo scarso impiego delle funzioni di dialogo (retweet e risposte) e soprattutto la sperequazione tra numero di followers e numero di following (ci sono comuni e regioni, anche grandi, che seguono una manciata di account)
- (in particolare) alcuni usano il retweet, quasi nessuno i cancelletti
- diversi account usano twitter in maniera esclusiva per rilanciare i propri contenuti facebook
- anche quando scrivono poco (o per nulla) gli account di comuni e altri enti sembrano incontrare forte interesse da parte del pubblico. non è infrequente trovare account che hanno twittato poco o nulla, e che hanno nondimeno decine (per i comuni più grandi centinaia) di followers
- sono relativamente numerosi gli account “dormienti”, cioè aperti e poi lasciati a giacere senza ulteriore aggiornamento -
Un piede nella PA e uno nello spazio
un piede nella pubblica amministrazione e uno nello spazio. è questa la sensazione che mi ha lasciato partecipare al barcamp innovatori PA di mercoledì scorso. il piede piantato nella pubblica amministrazione ha camminato tra i problemi, annosi e stranoti, dei quali ci raccontiamo ormai ogni giorno: mancanza di turnover, indifferenza di (molta) dirigenza di fronte all’innovazione, scarsità di risorse. ma soprattutto difficoltà culturale rispetto alle innovazioni: ”il metodo col quale la PA affronta le nuove tecnologie è assolutamente fuori dal tempo” ha affermato […]
