1. 30 Giugno 2011

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    Rebloggato da
    tigella

    Sono dieci anni che cerco di scrivere qualcosa di ragionevole sul G8 di Genova e su quei giorni lì, terribili. Mi sono accorto che non ci sono mai riuscito. Tra un post e l’altro è cambiato tutto, i blog, la mia vita, gli amici, ma è rimasto immutato il senso dell’unica cosa che sono riuscito a dire finora: ho troppa rabbia in corpo per dire cose intelligenti, se penso a quelle ore, non fatemi parlare. Dieci anni dopo mi rendo conto che non parlare, non raccontare, perfino non sfogarsi è un favore a quegli altri, a quelli che cercavano di colpire le teste e gli entusiasmi, più che i corpi. Raccontare è un atto complice, è qualcosa che si fa “tra noi”. E ogni parola raccontata e condivisa definisce e rafforza quel “noi”: il “noi” che hanno cercato di vanamente di colpire a morte nelle strade di Genova e che ancora oggi, dopo un decennio di rimozione imposta, sento che mi riguarda.
    Nonostante tutte le distinzioni possibili, nonostante le differenze politiche, nonostante le divisioni di bandiera, di obiettivi e di stili di vita.

    — Salvare la pelle e la coscienza di Enrico Sola – Suzukimaruti | #ioricordo genova (via tigella)

Note

  1. batchiara ha rebloggato questo post da tigella
  2. giovanniarata ha rebloggato questo post da tigella
  3. postato da tigella