Ma gli enti locali cinguettano veramente? [draft]
Con Turismo Emilia Romagna facciamo uscire periodicamente una miniguida relativa all’uso di twitter da parte di enti locali e aziende di promozione turistica [qui la lista twitter dedicata].
Il lavoro è utilissimo e offre un mucchio di spunti. E allora, visto che in questi giorni sto preparando il draft relativo alla terza edizione [la precedente la trovate qui] mi è sembrato utile condividere i materiali di lavoro [gdoc aperto qui] e le prime evidenze, del tutto espressionistiche, risultanti dall’analisi. Le presento qui di seguito, in forma di semilavorato schematico, per nutrire l’elaborazione e la discussione successive.
In estrema sintesi, dall’analisi degli account twitter degli enti locali (comuni, province, regioni) risulta che:
- il numero di amministrazioni presenti su twitter cresce a ritmo sostenuto, specialmente a livello di comuni;
- a livello di creazione della presenza digitale, le piccole realtà mostrano una vivacità paragonabile a quella dei comuni più grandi. la differenza permane invece a livello di presidio editoriale: da questo punto di vista, infatti, le amministrazioni più grandi sono generalmente meglio organizzate, e quindi più capaci di offrire continuità di pubblicazione;
- la sintassi più ricorrente per gli account è del tipo <comune(di)xyz>; più rara la forma <nomecomune>
- la frequenza di aggiornamento è ancora saltuaria
- la modalità di comunicazione prevalente è quella unidirezionale classica. tale evidenza è suffragata da due ordini di dati: lo scarso impiego delle funzioni di dialogo (retweet e risposte) e soprattutto la sperequazione tra numero di followers e numero di following (ci sono comuni e regioni, anche grandi, che seguono una manciata di account)
- (in particolare) alcuni usano il retweet, quasi nessuno i cancelletti
- diversi account usano twitter in maniera esclusiva per rilanciare i propri contenuti facebook
- anche quando scrivono poco (o per nulla) gli account di comuni e altri enti sembrano incontrare forte interesse da parte del pubblico. non è infrequente trovare account che hanno twittato poco o nulla, e che hanno nondimeno decine (per i comuni più grandi centinaia) di followers
- sono relativamente numerosi gli account “dormienti”, cioè aperti e poi lasciati a giacere senza ulteriore aggiornamento