1. #TwitterPA: Quanti sono e cosa fanno gli enti locali italiani su Twitter?

    Quanti sono gli enti locali su Twitter? E come lo impiegano concretamente?
    Sono queste le domande che presiedono alla stesura di #TwitterPA, la survey avviata a fine 2010 [rilasci precedenti qui e qui] con l’obiettivo di offrire dati empirici al dibattito sulla modernizzazione social di Comuni, Province e Regioni italiane- non di rado alimentato da giudizi affrettati e miopi.

    Riporto di seguito l’Executive Summary e la mappa aggiornata delle antenne.  Il testo completo del Rapporto, invece, è disponibile a questo indirizzo

    Le antenne riconducibili ad enti locali e ministeri sono in tutto 160, rappresentando una porzione estremamente piccola [>0,01%] del totale italiano. 

    * In termini assoluti, a far la parte del leone sono i 132 account appartenenti ad amministrazioni comunali [82,5% del totale], seguite da Province [11,25%] e Regioni [5%]. I Ministeri contano per l’1,25%

    * E’ però il livello regionale quello che fa registrare la più elevata intensità di presenze: sono 7 su 20 [35% del totale] le Regioni dotate di un account, con una percentuale che scende al 16,3% per le Province, all’8,6% per i Ministeri e all’1,6% per i Comuni

    Il numero di account pubblici continua ad aumentare. Ma la traiettoria di crescita rimane costante nel tempo, non facendo registrare picchi positivi come accade invece per individui ed imprese

    * Il primo balzo quantitativo è arrivato nel 2009, quando si sono iscritti al servizio 51 nuovi enti [erano 6 al 31 Dicembre 2008].  Nel 2010 la crescita è continuata, con l’apertura di 63 antenne, mentre i profili creati nel 2011 sono stati finora 40 [25% del totale].

    * Rimini è stato il primo ente ad aprire un account Twitter. Eravamo a Novembre del 2007.

    L’uso di Twitter è più diffuso nel Nord Italia….

    * Il Nord Italia conta su un numero complessivo di 89 antenne [55,6% del totale].

    * Sono ubicate a Nord le quattro regioni che ospitano il maggior numero di presidi Twitter: si tratta di Piemonte, Veneto, Emilia- Romagna e Lombardia.

    …Ma Centro, Sud e Isole mostrano anch’essi buoni segni di vitalità

    * Quasi un quarto dei profili rilevati [38] sono riconducibili ad enti locali del Mezzogiorno, mentre sono 33 gli account presenti nelle 5 regioni del Centro Italia.

    * Regioni come Puglia [12 antenne], Sardegna [11] e Toscana [12] mostrano una densità di presidi ben superiore alla media nazionale.

    * La Sardegna, in particolare, è la regione con il più elevato tasso di antenne in rapporto alla popolazione [un account ogni 151000 abitanti circa].

    I distretti cinguettanti sono una realtà

    * Intorno ai centri più dinamici tendono a formarsi dei “distretti cinguettanti”. Accade in Piemonte, dove il traino di Regione Piemonte e Comune capoluogo ha portato ad un addensamento di 19 antenne, Veneto [19 antenne], Emilia- Romagna [16], Sardegna [11]

    La maggioranza delle antenne fa capo a entità territoriali di dimensioni circoscritte, mentre diverse grandi città mancano all’appello

    * 100 dei 160 account censiti [62,5%] appartengono a Comuni non-capoluogo di provincia. 

    * Per converso, solo 11 delle 20 città capoluogo di regione hanno aperto un proprio presidio su Twitter. All’appello mancano metropoli come Roma, Bari, Palermo e nei fatti la stessa Firenze [presente soltanto con un account non ufficiale]

    Le antenne pubbliche mostrano complessivamente una comprensione limitata della sintassi e delle potenzialità del mezzo

    * 124 degli account scrutinati [80% del totale] utilizza Twitter esclusivamente come canale broadcast, senza valorizzare alcuna delle funzionalità di dialogo e condivisione offerte dal sistema. Ad ulteriore conferma della loro scarsa propensione al dialogo, il 20% delle antenne non “segue” [c.d. following] alcun account esterno

    * Due dei profili censiti mantengono addirittura “privati” i propri tweet, consentendo quindi la fruizione dell’informazione pubblica solo previa autorizzazione dell’ente

    Sono numerosi gli account aperti e subito dopo abbandonati dalle amministrazioni. Ed anche là dove gli aggiornamenti continuano, la loro frequenza è mediamente bassa

    * Oltre la metà delle antenne rilevate [91 su 160, 56,9% del campione] viene aggiornata con cadenza saltuaria o nulla. Particolarmente incidente la realtà degli account c.d. “dormienti”, quelli cioè che non hanno fatto registrare alcun update nei 30 giorni precedenti la rilevazione. Sono riconducibili a tale categoria 58 antenne, pari al 36,3% del totale.

    * Gli account dormienti si concentrano in particolare nelle realtà comunali [50 occorrenze] e regionali [3 occorrenze]. Nessuna antenna di questo genere, invece, tra le Province 

    * All’altro estremo del continuum stanno i 24 profili [15% del totale] aggiornati con cadenza quotidiana. Se ne incontrano a tutti i livelli amministrativi e dimensionali, dai ministeri ai piccoli Comuni.

    Twitter viene usato prevalentemente come “continuazione” dello sportello fisico

    * Gli impieghi prevalenti riguardano la segnalazione di eventi [rilevata in 111 antenne] e il rilancio di informazioni di pubblica utilità [59% dei casi, pari a 94 occorrenze]. Tale evidenza risulta valida per tutti i livelli amministrativi esaminati.

    * Tra le modalità d’uso più innovative si segnalano il rilancio di materiali multimediali [praticato in 45 realtà] e la realizzazione di attività di crowdsourcing [6 occorrenze]. Tali attività sperimentali sono concentrate in massima parte nelle antenne comunali.

    * Nel 7,5% [12 su 160] dei casi gli spazi pubblici su Twitter sono stati aperti ma non sono ancora stati “popolati” con alcun contenuto 

    Fanno la loro comparsa i primi “account fantasma”

    * 9 delle antenne scrutinate fanno uso di nomi e simboli apparentemente riconducibili alle amministrazioni, ma resta incerta la loro reale paternità.

    * Alcune di queste occorrenze configurano cybersquatting vero e proprio, mentre in altri casi l’occupazione degli account viene realizzata a scopo preventivo da cittadini in buona fede, che “bloccano” gli spazi per poterli rendere disponibili per l’amministrazione in caso di sbarco su Twitter.

    Vai al testo integrale del report

Note

  1. postato da giovanniarata