In apparenza la distinzione è semplice: è istituzionale la comunicazione realizzata da un’istituzione [ex: amministrazione, università] al fine di dar conto delle proprie attività, rendere informazioni di pubblica utilità, dialogare con la collettività di riferimento. Mentre è politica quella realizzata da soggetti [eletti o meno] che comunicano per informare/convincere, dialogare con i propri sostenitori presenti o potenziali, dar conto delle azioni proprie [o di partito]. Sono chiaramente diversi gli intenti, le modalità di espressione, gli interlocutori a cui ci si rivolge.
Ma poi la pratica è un po’ più complicata di così. Me ne sto rendendo conto in questi giorni elaborando l’edizione 2012 di #TwitterPA, dedicata alle attività Twitter di Comuni, Province, Regioni e Ministeri. Certo, in alcuni casi l’invasione di campo della politica nei confronti dello spazio istituzionale è marchiana [lanci come “L’Assessore xy replica duramente alle accuse della minoranza” non possono stare nella bacheca dell’istituzione punto] e in altri i redattori sono attentissimi a non creare la minima sovrapposizione tra attività dell’ente e quelle dei politici al proprio interno.
Solo che lungo la linea rossa succedono molte altre cose. Per esempio, da che lato della linea ci troviamo quando la timeline di un Ministero o di una Provincia dà conto in maniera continua delle dichiarazioni, degli eventi frequentati, delle immagini del Ministro o del Presidente? Ed è scivolamento nella comunicazione politica quello del Comune che ritwitta periodicamente i tweet personali del sindaco, o magari lo privilegia nelle proprie attività di dialogo sulla bacheca?
Io di mio ero partito con solide certezze, ma ora in mano mi ritrovo molte domande [e a giudicare dalla conversazione avviata su twitter sono in buona compagnia]